Palestre

Palestre: tradizione, maschilità e riappropriazione spaziale

di Maria Luisa Fagiani

Le origini della palestra risalgono a un’epoca pre-classica, ma è nella Grecia antica che l’attività fisica e i luoghi ad essa correlati svolgeranno un ruolo centrale nella vita, nella cultura e nell’ideologia della “polis”. Dopo l’apogeo dell’età classica, la cura atletica del corpo vivrà un lungo iato sino al XIX secolo, epoca in cui si diffonderà la figura dell’uomo “forzuto” nei circhi del tempo e verranno aperte le prime palestre “moderne” in città e nelle scuole, a seguito di un articolato dibattito filosofico e politico sui benefici dell’esercizio fisico e dell’allenamento ginnico nella formazione dei giovani uomini. All’indomani della seconda guerra mondiale la cura del corpo assumerà un’importanza crescente, con la diffusione del “bodybuilding”, disciplina “muscolare” alla quale inizieranno a dedicarsi anche le donne, una volta entrate nel mondo delle palestre grazie al viatico della ginnastica aerobica. Oggi, le palestre hanno ampliato il loro raggio d’azione, trasformandosi da spazi strettamente “tecnici” in health clubs, centri attrezzati che coniugano la palestra con altre facilities: bar, saune, baby parking e così via. Fra le contemporanee declinazioni dell’attività fisica, di particolare interesse appare il filone del “parkour”, sorta di “allenamento in strada”, spesso urbano, che trasforma la città stessa in una palestra a cielo aperto.f

A proposito dell’autrice:

Maria Luisa Fagiani è ricercatrice confermata nel settore scientifico-disciplinare SPS/10 presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.

 

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